PIER AUGUSTO BRECCIA

Pier Augusto Breccia

1985 con il Papa (Roma)

1981 con E. Greco (Orvieto)

1984 con prof. Reuter (Stoccarda)

1986 - Arras Gallery (New York)

1998 nel suo studio (Roma)

2000 con il Papa (Roma)

2002 al Museo Vittoriano (Roma)

2002 conferenza nell'Archivio di Stato (Roma)

BIOGRAFIA

 

 

 

 

Pier Augusto Breccia nasce a Trento il 12 Aprile 1943, figlio di Elsa Faini di Trento e di Angelo Breccia di Porano (Orvieto).

Dal 1948 vive a Roma, dove ha completato il suo curriculum di studi.

Suo padre era un chirurgo e sua madre una caposala di Sala Operatoria. Da un punto di vista chirurgico "il teatro operatorio è stato la sua nursery”.

 

 

Nella sua adolescenza, la sua "predestinazione" chirurgica va in un certo modo in contrasto con la sua particolare inclinazione al mondo umanistico.

Tra i 14 e i 15 anni, affascinato da Dante, studia con passione, da solo, la Divina Commedia, imparando ad apprezzare il contenuto artistico universale dietro le rappresentazioni allegoriche.

A 16 anni, appena iniziato il Liceo, scopre la bellezza del mondo greco antico. Di sua iniziativa traduce in endecasillabi "Antigone" di Sofocle e "Prometeo legato" di Eschilo (pubblicati da Signorelli Editore).

Traduce anche i "Dialoghi di Platone" e attraverso di essi conosce Socrate che per Breccia ha rappresentato un grande maestro.

 

 

A 18 anni si laurea presso il Liceo Classico "Giulio Cesare" di Roma, distinguendosi tra i migliori studenti in Italia.

 

 

Nel 1961 entra nella Facoltà di Medicina dell'Università Cattolica di Roma, nell'anno dell'inaugurazione della stessa università. Nel Luglio 1967, grazie al suo brillante curriculum, viene scelto per ricevere la prima laurea in Medicina e Chirurgia della nuova Facoltà e la ottiene con il massimo dei voti e la lode.

Successivamente dedica il suo pieno interesse alla cardiochirurgia, frequentando in diversi periodi il "Center for Thoracic and Cardiovascular Surgery" nel Karolinska Sjukhuset a Stoccolma (diretto da V.O. Bjork), e lavorando presso l'Università Cattolica di Roma (Policlinico Gemelli) fino ad ottenere la qualifica di Professore Associato e Primario di Cardiochirurgia nel 1979.

Durante questo periodo esegue oltre mille interventi a cuore aperto e pubblica oltre 50 lavori scientifici su importanti riviste nazionali e internazionali.

 

 

Nel 1977 scopre, in maniera casuale, la sua capacità di disegnare che non credeva in precedenza di possedere.

Affascinato dalla sua abilità fa pratica di disegno per circa due anni, copiando un po' di tutto.

Poi, improvvisamente, inaspettatamente e drammaticamente, nel 1979, riemerge la sua vocazione umanistica giovanile maturata dall'esperienza umana di circa 20 anni di vita medico-chirurgica. In due anni prepara la sua "opera prima” Oltreomega che viene presentata nel Ottobre del 1981 dal famoso critico e poeta italiano Cesare Vivaldi (Director della Accademia delle Belle Arti di Roma). Il lavoro viene accolto con straordinario successo dalla critica e dal pubblico.

 

 

Durante gli anni successivi, con successo crescente, organizza nuove mostre in molte città italiane e straniere (“Monologo Corale”, “Le forme concrete dell'Inesistente”, “La semantica del silenzio", ecc.).

La sua nuova vita da artista diviene così importante che, nell'Agosto 1983, si allontana dalla Chirurgia andando in aspettativa.

 

 

Nel Febbraio 1984 scrive un libro (“L'Eterno mortale - Publ. De Luca – Roma) che esprime la sua originale posizione artstico/culturale e la sua filosofia estetica.

 

 

Nel Gennaio e Febbraio 1985, la pittura di Breccia viene presentata per la prima volta a New York nella "Gucci Gallery" e nella "Arras Gallery" con grande successo.

 

 

Nella'Aprile 1985 si ritira definitivamente dalla chirurgia e si sposta a New York per continuare la sua esperienza artistica negli Stati Uniti.

Vive e lavora a New York nei successivi 11 anni, esibendo le sue opere mediante la Arras Gallery e in altre città americane ed europee (Zurigo, Columbus, Santa Fe, Miami, Houston) con successo crescente.

 

 

Nel 1992 scrive un libro monumentale (“Animus-Anima”– Vita e Pensiero Publ. – Milano) in cui raccoglie 500 immagini dei suoi dipinti e sviluppa, mediante una profonda analisi del loro linguaggio, una chiara visione di quella che chiamerà (nel 2004) “Pittura Ermeneutica”.

 

 

Nel 1996 decide di tornare in Italia per continuare il suo percorso culturale nel suo paese, ed in Europa in generale, attraverso grandi mostre in Musei di stato.

Nel 1999 scrive un altro volume importante (“Il linguaggio sospeso dell'autocoscienza” - Publ. Di Renzo - Roma), e nel 2004 pubblica il Manifesto della sua pittura (“Introduzione alla pittura ermeneutica”).

 

 

Dal 1996 ha vissuto e lavorato in Europa.

 

 

Tra le sue mostre in luoghi pubblici, menzioni speciali vanno alle sue retrospettive di Palazzo dei Papi (Viterbo – 1997), Palazzo dei Sette (Orvieto – 2000 e 2007), Museo del Vittoriano (Roma – 2003), Museo di Palazzo Ziino (Palermo – 2004), Italian Cultural Institute (Bruxelles – 2004), Archivio di Stato (Firenze – 2005), Museo di Palazzo Venezia (Roma – 2007), Rocca Paolina (Perugia 2010), Fortezza (Montepulciano 2012), Palazzo Trentini (Trento 2017).

Altre importanti mostre di successo sono state svolte a Bruxelles, San Pietroburgo, Nizza e Montecarlo.

 

Pier Augusto Breccia è morto il 20 Novembre 2017.

Le opere di Breccia sono state acquistate da collezionisti in tutto il mondo ed il suo stile personale e la sua originale filosofia, sono definibili con il termine Pittura Ermeneutica.